testi stage di teatro

 

SCENA I – Il Bosco
Entra Puck
PUCK  (al pubblico) Fin qui tutto chiaro, no? … Però .. che noia voi umani … Chiara ama Luca .. Luca ama Cinzia che però ama Goffredo che a sua volta ama Lucrezia che però ama … da quanti anni va avanti questa solfa? Non vi stufate mai? E soprattutto: perché? Cos’è che vi fa impazzire per uno piuttosto che per un altro .. non hanno tutti gli umani due braccia, due gambe, due (mima le tette)  …eh? … mah … il sesso? … e non è sempre uguale anche quello? … boh … Però non voglio fare confusione …in questa commedia Ermia ama Lisandro e Lisandro ama Ermia … e fin qui … però Ermia è amata anche da Demetrio, che prima però aveva giurato amore ad Elena e quindi Elena continua ad amarlo, Demetrio, ma Demetrio di Elena non ne vuol più sapere … per ora … e quindi …
(li indica con dei burattini a dita?)
entra una Fata
PUCK : Toh, una fata …. (al pubblico) Secondo atto! … Ehilà spirito dove vai errando?
FATA : Per boschi e cespugli, per monti e vallate io servo Titania, regina delle fate. Ora sto cercando gocce di rugiada da appendere come perle all’orecchio di ogni primula sì che le facciano da scorta al suo passaggio. Vai via spirito insolente, la nostra regina sta per arrivare.
PUCK : Ah ah ! E invece è proprio qui che Oberon, il mio re, vuol dare una festa stanotte e dì alla tua regina di stare lontana, ché Oberon è fuori di sé dalla rabbia per via di quel bellissimo fanciullo che la tua regina Titania ha rubato ad un re indiano per farne il suo paggio. Oberon, invidioso, lo vorrebbe per se e così ogni volta che si incontrano quei due sono liti e battibecchi e fracasso e urla, tanto che perfino gli elfi, per paura, corrono a rannicchiarsi nelle ghiande.
FATA : Ma tu sei, per caso, quello spirito che chiamato Robin spaventa le fanciulle del villaggio, screma il latte, fa inacidire il burro, rende inutile il lavoro delle massaie, fa smarrire la strada ai viandanti per ridere di loro, mentre quelli che ti chiamano Puck li aiuti nel loro lavoro e gli porti fortuna. Sei proprio tu?
PUCK : Certo, mia cara. Sono Puck il nottambulo e faccio da buffone a Oberon. A volte mi diverto ad ingannare lo stallone in calore imitando il nitrito della puledra oppure mi trasformo in una mela cotta e in fondo a un boccale e quando la comare beve … zac, le salto sulle labbra e le rovescio la birra sul collo pieno di rughe. Oppure a volte mi trasformo in sgabello e se una comare vi si siede per raccontare la più seria delle storie io le scappo di sotto e la mando a gambe all’aria e quella tossendo grida “Assassini” e tutti si tengono la pancia dal ridere e giurano che non si erano mai divertiti tanto .. sono proprio io. Ma spostati fata, arriva Oberon
FATA E anche la mia padrona … oh oh
Entrano da parti opposte Oberon e Titania
OBERON Cominciamo male!
TITANIA Anche tu qui? Fate, andiamocene via! Non ho più niente a che fare con quest'uomo
OBERON   Fermati! Non sono forse il tuo signore?
TITANIA Coosa? Ah beh, quindi io dovrei essere la tua signora? Sarebbe carino … se tu non fossi fuggito di nascosto dal paese delle Fate, travestendoti da pastore! Perché ti trovi qui? Sarai accorso da chi sa dove solo perché la tua bella Amazzone Ippolita, sta per sposare Teseo, e vieni a dispensare al loro talamo gioia e prosperità. Non è così?
OBERON   Alludi? E la tua antica passione per Teseo, allora?
TITANIA Lo dici solo perché sei geloso! Ah ! Non c’è stata una volta, da quando è cominciata questa estate, che, ovunque c’incontrassimo tu non abbia fatto una scenata. Per questo i venti hanno succhiato acqua dal mare e l’hanno rovesciata nei fiumi che sono straripati, il grano è marcito, gli ovili sono vuoti e i corvi ingrassano con gli animali appestati. Persino la luna, stanca dei nostri litigi, fa marcire l’aria, tanto che ovunque ci sono tossi e catarri. E a causa di questo noi vediamo alterarsi le stagioni: la primavera, l’estate, il fertile autunno ed il rabbioso inverno si scambiano i loro vestiti consueti e il mondo, sbalordito, non sa più distinguere dai frutti una stagione dall’altra. E tutta questa caterva di mali la si deve ai nostri litigi, alle nostre continue ostilità;
OBERON Sta a te rimediare . Esaudisci il mio desiderio e la facciamo finita. Io in fondo non ti chiedo che un bimbetto, un bimbetto rubato nella culla … per farne il mio paggetto…
TITANIA Mettiti il cuore in pace: non basta tutto il regno delle fate a comprare da me quel fanciulletto. Sua madre mi era devota e nelle profumate notti indiane, spesso abbiamo chiacchierato e sdraiate sulla riva del mare ridevamo guardando lontano le vele ingrossarsi, ingravidate dal vento vizioso e lei, che aveva già nella pancia il mio paggetto, le imitava ondeggiando e raccoglieva per me le conchiglie più belle ; Ma era donna mortale, e partorendo il fanciullo morì, lasciandolo solo. Così io l’ho allevato per amor suo e per questo non me ne separerò mai.
OBERON    Quanto intendi restare in questo bosco?
TITANIA    Fin dopo le nozze di Teseo. Se tu hai voglia di restare, buono e tranquillo a festeggiare con noi sotto la luna, resta pure; se no stammi lontano, come io lo starò da te.
OBERON    Dammi quel ragazzo e io verrò con te
TITANIA   Nemmeno per tutto il tuo regno! Fate, venite, andiamo, andiamo via! Se resto qui, si litiga e basta !   (Esce con tutto il seguito)
OBERON Va’, va’, vattene per la tua strada…Non uscirai da questo bosco senza che io ti abbia punito per questa offesa. Puck, vieni qui. Ricordi, mio caro quella volta che seduto su uno scoglio ascoltavo una sirena che sul dorso di un delfino cantava così soavemente che il mare da agitato diventò improvvisamente calmo?
PUCK     Ricordo
OBERON   Tu non avresti potuto vederlo, ma in quel momento io ho scorto Cupido attraversare il cielo e prendere di mira una bella fanciulla. Fa partire dal suo arco una delle sue frecce infuocate, ma la freccia non colpisce la fanciulla e si va a spegnere sulla luna lasciando la verginella alle sue caste meditazioni, indifferente a qualsiasi pensiero d’amore.
PUCK   Molto interessante … e allora?
OBERON   Bene, io ho visto dov’è caduta quella freccia: su un fiorellino che allora era bianco come il latte ed ora è rosso cupo, per la ferita d’amore ricevuta. Una volta ti ho fatto vedere la sua pianta. Il suo succo spremuto sugli occhi di chi dorme lo fa impazzire d’amore per il primo essere vivente che si trova davanti al suo risveglio. Va’ quindi, prendimi quel fiore e torna prima che puoi
PUCK In quaranta minuti posso mettere una cintura intorno alla terra (esce)
OBERON   E quando avrò tra le mani questo succo seguirò Titania di nascosto e quando si addormenterà glielo spremerò sulle ciglia e della prima cosa che vedrà appena sveglia, sia orso o leone, lupo o scimmia, si innamorerà come non mai … E prima di toglierle l’incantesimo mi farò dare quel suo paggetto Ma chi arriva? … Sono invisibile … posso ascoltare quello che dicono
 
SCENA II
 
Entra DEMETRIO seguito da ELENA
 
DEMETRIO Non ti amooo, non ti amo, lo sai, smettila di venirmi dietro. Dove sono Lisandro ed Ermia ?… Lui lo ammazzo, ma intanto lei ammazza me! M’hai detto che erano fuggiti in questo bosco; ... (la chiama) Ermiaa ... (ad Elena) Elena, vattene, non mi seguire più!
ELENA Sei tu che mi attiri come una calamita. Ma non attiri dello squallido ferro, perché il mio cuore è temprato come l’acciaio. Smetti di attirarmi e io smetterò di seguirti
DEMETRIO    T’attiro, io? Ma se ti dico e ti stradico che non ti amo?
ELENA   Sarà per questo che io ti amo sempre di più. Sono come un cagnolino che più lo picchi e più ti viene dietro. Trattami come un cane, picchiami, trascurami, disprezzami, ma lascia almeno che possa seguirti. Ti chiedo solo questo, d’essere trattata come il tuo cagnolino e già mi sembra una fortuna
DEMETRIO   Non tirare troppo la corda … io sto male solo a vederti
ELENA   E io sto male a non vederti
DEMETRIO   Non ti sembra di aver già attentato abbastanza alla la tua reputazione seguendomi in un bosco, da sola, di notte ?
ELENA   Non è mai notte quando ti guardo e se tu per me sei il mondo chi potrà dire che sono sola se tutto il mondo è vicino a me?
DEMETRIO Vado a nascondermi nella foresta, e ti lascerò da sola, in preda alle bestie feroci.
ELENA La bestia più feroce non ha il cuore più duro del tuo. La storia è rovesciata. Apollo fugge e Dafne gli da la caccia, la colomba insegue il falco, la cerbiatta vuol mangiare la tigre. Noi donne siamo fatte per essere corteggiate e non per corteggiare…
Esce Demetrio
Ti seguirò, Demetrio, dovunque vai, e l’inferno per me sarà un paradiso se morirò per mano di chi adoro.    (Esce)
OBERON   Addio ragazza, ma prima che tu esca da questo bosco sarai tu a fuggirlo e lui a inseguirti
Rientra PUCK
Ben tornato giramondo! Quel fiore allora, l’hai trovato?
PUCK    Eccolo!
OBERON   Benissimo. C’è un posto in riva al fiume dove Titania di solito si addormenta. Io mi apposterò lì e bagnerò i suoi occhi col succo di questo fiore e questo avrà il potere di riempirla di un desiderio insopprimibile. Prendine un po’ anche tu, e cerca in questo bosco una ragazza Ateniese innamorata di un giovane che la respinge. Sono gli occhi di lui che devi bagnare. Ma solo se sei sicuro che la prima cosa che vedrà al suo risveglio sarà la ragazza, così che lui si innamori di lei più di quanto lei lo sia di lui.. Va’ e torna qui prima che canti il gallo
(Escono)
PUCK Non dubitare, padrone: il tuo servo farà tutto come vuoi.
SCENA II – Da un’altra parte del bosco
 
Entra TITANIA ed una fata
 
TITANIA Forza, su, svelta. Un girotondo, una canzoncina e poi, mentre io riposo, tutte all’opera! Uccidete i bruchi che rovinano i boccioli delle rose e poi date la caccia ai pipistrelli per fare con le loro ali dei bei mantellini per gli spiriti piccolini e poi tenete a bada il gufo, che con il suo canto acuto di notte spaventa i nostri spiritelli. Avanti, cantatemi la ninna nanna e poi al lavoro … e lasciatemi riposare
 
La Fata intona una ninna nanna senza parole, poi esce
 
Titania dorme. OBERON entra, s’avvicina a Titania e le spreme il succo del fiore sugli occhi
 
OBERON
 
Il primo che vedrai, quando sarai desta,
senza posa  ti farà girar la testa.
Orso o leopardo, scimmia o cerbiatto
bello e buono ti parrà e il tuo cuor darà di matto.
Perciò sol ti sveglierai quando lui davanti avrai.
 
(Sparisce)
 
Entra LISANDRO con ERMIA appoggiata al suo braccio
 
LISANDRO   Amore mio, questa lunga camminata per il bosco ti ha stancata e, a dir la verità, io mi sono perso. Che ne dici, Ermia, se ci riposiamo qui, ad aspettare l’aiuto del mattino.
ERMIA   Va bene Lisandro. Trovati un posto, io appoggerò la testa su questo ciuffo d’erba
LISANDRO Allora questo ciuffo può fare da cuscino a tutti e due. Un solo cuore, un solo letto.
ERMIA   Eh no, Lisandro; se mi vuoi bene devi coricarti un po’ più in là e non così vicino
LISANDRO   Non pensavo niente di male, non fraintendermi. Dicevo solo che di due cuori possiamo farne uno solo. Non dirmi di no, ti prometto che non ti comprometto
ERMIA    Lisandro è abile a giocare con le parole. Maledette le mie di parole se Ermia intendeva dire che Lisandro voleva ingannarla. Ma ti prego lo stesso, fallo per amore e cortesia: sdraiati più lontano da me, come fa un giovane perbene con una ragazza vergine. Buona notte, amore mio e questo tuo amore per me non cambi mai finché avrai vita
LISANDRO Amen, amen. Il mio letto lo farò qui e a te il sonno dia pieno ristoro. Buona notte e sogni d’oro.
ERMIA Questo augurio riposi per metà, sugli occhi di chi vita e gioia mi da
 
Dormono. Appare PUCK
 
PUCK    “Tutto il bosco, fino in fondo,
“sono andato ispezionando,
“il ragazzo invan cercando
“sulle cui ciglia provare
“se davvero questo fiore
“può far nascere l’amore.
“Notte… non si sente alcun rumore…
 
(Vede Lisandro addormentato)
 
E questo chi è? Dal vestito mi sembra di Atene. Ah! E’ lui il disprezzatore della ragazza ateniese. Eccola infatti, dorme lontana da questo screanzato senzacuore
(S’avvicina a Lisandro che dorme, e gli spreme il succo sulle palpebre)
 To’, miserabile!
 
Sui tuoi occhi, delinquente,
verso il filtro mio potente.
Quando ti sarai svegliato
sui tuoi occhi già insediato
sarà Amore, così audace,
da impedirti sonno e pace.
 
(Sparisce)    Entrano DEMETRIO ed ELENA, correndo
 
ELENA Demetrio ti prego, fèrmati un attimo, anche solo per uccidermi.
DEMETRIO Elena, vattene! E smetti di seguirmi!
ELENA   Vuoi lasciarmi qui, al buio? Ti supplico, Demetrio!
DEMETRIO Vuoi restare? Affari tuoi. Io me ne vado. Solo!
Demetrio esce
ELENA Più lo prego e meno mi ascolta. Come sono triste! Mentre Ermia è felice, ovunque sia. Ma cos’hanno i suoi occhi da apparire così luminosi agli occhi di Demetrio. Non certo le lacrime, ché io ne ho piante più di lei. No, no, io sono brutta, ecco! Ma brutta forte! Persino le bestie vedendomi fuggono spaventate, e allora perché non dovrebbe fuggire Demetrio? Come ho potuto credere di poter competere con gli occhi di Ermia che sono stelle? Ma chi c’è qui?… Lisandro?… Per terra?… Addormentato?… Morto?… Non vedo sangue… non mi sembra ferito…(Scuotendolo) Lisandro, amico mio, se sei vivo, svégliati!
LISANDRO   (Svegliandosi) Elena! Affronterò qualsiasi prova per amor tuo, Dov’è Demetrio? Oh, chi ha questo nome merita solo di essere ucciso dalla la mia spada!
ELENA   Non dire così, Lisandro, per favore! Che t’importa se lui ama la tua Ermia? Ermia ama solo te, puoi essere contento.
LISANDRO Accontentarmi di Ermia? Ma io mi pento di tutti i minuti di noia che ho passato con lei. Macché Ermia! Io amo Elena! E chi non cambierebbe una cornacchia con una colomba? Finalmente ho aperto gli occhi. Le cose non sono mature finché non arriva il loro tempo. Ero ingenuo e non capivo. Ora sento di poter leggere nei tuoi occhi le storie d’amore più preziose che furono mai scritte
ELENA   Ma cosa ho fatto per meritare di essere presa anche in giro? Non ti basta che io non abbia potuto né mai potrò avere uno sguardo benevolo da parte di Demetrio? Devi anche deridermi per la mia pochezza? E’ triste che una donna rifiutata da un uomo debba per questo essere umiliata da un altro. Ti credevo un ragazzo perbene, ma devo ricredermi. Addio. ( Esce)  
LISANDRO     Non s’è accorta di Ermia… Ermia, tu continua a dormire qui, e che Lisandro non ti veda più. E come la sazietà di dolci porta alla nausea, come le eresie, una volta abbandonate, portano chi le ha sostenute ad odiarle, tu per me sei stata sazietà ed eresia. Spero che ti odino tutti e io sarò il primo. Darò tutto l’amore di cui sono capace ad Elena. Che io possa stare finalmente con lei!
 

 

 

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